Eugenio Perrier: il caso Barilla

Proviamo a fare il vecchio gioco del Taboo: spiegaci cos'é l'enterprise 2.0 senza utilizzare le parole 'enterprise', '2.0' e 'collaborazione'.

La definirei come una nuova visione di condotta aziendale, piu' aperta all'innovazione ed al cambiamento, più partecipata quindi più capace di generare coinvolgimento sia nei dipendenti che nei potenziali clienti dell'impresa. Tutto ciò, dovrebbe aumentare il tasso di innovazione e la capacita' di soddisfare i reali bisogni dei potenziali clienti.

Barilla è nota per essere una delle aziende che meglio ha assimilato le opportunità che la rivoluzione di internet ha reso possibili. Ci racconti in breve le 3 più importanti adozioni che hanno cambiato radicalmente le cose in azienda?

Sintetizzare una formula credo possa essere riduttivo, perche' per come l'ho vissuto io da dentro, e' stato un processo lungo e non facilissimo. Anzi, direi che all'inizio abbiamo sofferto non poche difficolta' a capire come avrebbe dovuto essere affrontato il tema di internet. Inizialmente, quando tutti si dotavano di siti aziendali o di brand, siamo rimasti abbastanza indietro. Il tema interessava, da un punto di vista tecnico avevamo tutti gli strumenti per fare un buon lavoro, ma ci mancavano le idee chiare sul ruolo che il nostro sito avrebbe dovuto avere per le persone. Come si inseriva nella strategia di comunicazione che stavamo seguendo? Poi, piano piano - direi in corrispondenza dell'evoluzione del web verso modalita' 2.0 - siamo riusciti a trovare una nostra strada ed abbiamo cominciato a percorrerla, con piccoli ma decisi passi. Sperimentando in piccolo, per poi ampliare l'esperienza su scala maggiore...

La prima adozione, quindi, la definirei come 'acquisizione di consapevolezza'.

Ma questa, non sarebbe comunque stata sufficiente. Sapevamo che volevamo sviluppare un nostro modello, coerente con la strategia della marca e innovativo. Ma non avevamo idea di come avremmo dovuto farlo. E ci siamo resi conto che il gap culturale non lo si sarebbe colmato affidandosi ad un agenzia piuttosto che ad un altra. Occorreva portare in azienda la cultura di internet, cercando qualcuno capace di combinare la nuova cultura del web con le principali nozioni del marketing e dei processi aziendali. Ecco, credo che questa sia stata davvero una mossa decisiva, che ci ha permesso sia di affiancare alla consolidata cultura di comunicazione classica la nuova cultura di comunicazione digitale che di trovare qualcuno con linguaggio marketing che pero' allo stesso tempo fosse in grado di colloquiare con i reparti tecnici. Questo passaggio, per me, e' chiave, perche' ci ha definitivamente permesso di capire che cio' che conta non e' la tecnologia in quanto tale, ma solo nella misura in cui abilita l'impostazione di un modello di comunicazione nuovo, diverso, piu' personale.

Potremmo quindi definire la seconda adozione come 'acquisizione di competenze di comunicazione digitale'.

Il terzo passaggio, e' quello attualmente in corso. Si tratta di riuscire a diffondere la nuova cultura alla base dell'organizzazione, per far si' che tutti - a cominciare dal marketing, ma senza fermarsi al marketing - acquisiscano questa nuova consapevolezza. Contrariamente a quello che ci si potrebbe attendere (o che io mi sarei atteso), e' stato piu' semplice coinvolgere ed acquisire il supporto del top management che quello delle persone più giovani, che se da un lato sono piu' familiari con gli strumenti Internet 2.0, perche' li utilizzano personalmente in privato, dall'altro spesso fanno fatica ad utilizzarli nelle modalita' giuste quando lo fanno per conto della Marca, finendo per applicare logiche di comunicazione canoniche a strumenti diversiche richiedono piu' immediatezza, più trasparenza, nessun tentativo di convincimento.
Definirei quindi questo come il momento della 'diffusione della nuova cultura di comunicazione'.
Mi rendo conto che non ho parlato di un ingrediente fondamentale, il 'coraggio', che e' necessario quando decidi di avventurarti in un territorio poco noto, anche se ti rendi perfettamente conto che e' indispensabile farlo...
 

Secondo te quali sono i più importanti benefici per un'azienda di grandi dimensioni nell'adottare logiche di enterprise 2.0?


Penso che siano di vicinanza e relazione piu' intima con i potenziali clienti, che in ultima analisi puo' condurre ad una maggiore fidelizzazione.

Lavoreresti più volentieri per un'azienda che è 100% un'enterprise 2.0 o alla fine dei conti per il dipendente cambia poco?
 

Credo per il dipendente cambi, ma potrebbe cambiare anche in peggio se l'azienda non e' strutturata per gestirsi in modalita' 2.0 o se non ci crede davvero. 

Le aziende diventeranno tutte 'Enterprise 2.0'? 

Non credo che sia una strada obbligata. Per diventarlo bisogna essere convinti ad abbracciare una cultura e delle modalita' di gestione nuove. Ma non e' obbligatorio, secondo me. Tantissime azienda continueranno benissimo ad avere successo senza necessita' di aderire al modello 2.0. Deve essere una scelta consapevole, calcolata e che si ritiene possa portare ad un miglioramento dell'efficacia aziendale. Non lo si deve fare per moda, perche' qualcuno ci dice che se non lo fai sei out...

Perché una PMI dovrebbe venire all'Enterprise 2.0 Forum?

Penso che per una piccola azienda possa essere paradossalmente piu' facile, perche' non e' ingabbiata dentro i processi che necessariamente caratterizzano le aziende di grandi dimensioni. E penso che i vantaggi possano essere davvero tanti, dall'ottenere accesso ad un piu' ampio spettro di possibilita' di innovazione (piu' idee disponibili) ad una maggiore e piu' efficiente possibilita' di entrare in contatto e coinvolgere/informare i potenziali clienti dei prodotti e servizi offerti (per esempio attraverso gli strumenti di social networking). Ho da poco assistito alla prensentazione di un caso in cui in una piccola azienda familiare è direttamente uno degli imprenditori che si occupa - con grande efficacia - della promozione del marchio e dei prodotti attraverso gli strumenti web. E lo fa dedicandoci non piu' di un ora al giorno, magari attraverso il proprio smartphone....
 

intervista originale di Simone Tornabene - Mushin - http://mushin.it/
Web Strategist, Blogger su WebStrategist.it, pare anche docente mercenario per tematiche legate ai Social Media. Fondatore di
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