Lo Stato non fa mai sconti a nessuno e chi si trova a dover dibattersi con pagamento del mutuo in ritardo, scadenze IVA non rispettate e tanto altro sa che ricevendo una cartella esattoriale, prima o poi sarà soggetto a un fermo amministrativo, ma come toglierlo quando succede?

Il fermo amministrativo auto è un provvedimento intrapreso da enti riscossori per bloccare i beni mobili di un debitore che ha come scopo la finalità di riscuotere il credito dovutogli. In molti casi di pagamenti insoluti il veicolo può essere venduto dal concessionario della riscossione senza che il debitore possa intervenire. Pertanto, è sempre bene prestare attenzione a qualsiasi raccomandata arrivata e ritirarla, perché il fermo amministrativo non viene mai comunicato è una conseguenza di una cartella esattoriale notificata. È, altresì, inutile non accettare la raccomandata poiché la notifica risulta effettuata anche se resta all’ufficio postale. Molto spesso non è il pagamento per la cancellazione fermo amministrativo che pesa ma l’importo del debito contratto con enti statali per tasse, tributi, multe etc.

Come accertarsi di avere un fermo amministrativo

Per arrivare alla cancellazione di un fermo amministrativo è necessario per prima cosa accertarsi del blocco sulla propria autovettura. Per saperlo bisogna fare una visura al PRA tramite la targa. Se non si è a conoscenza del blocco lo si potrebbe scoprire dopo un controllo stradale e in quel caso viene emessa anche una multa per circolazione non consentita, quindi altri soldi da pagare. Difatti, per potersi muovere liberamente in auto bisogna prima estinguere il debito, solo dopo l’ente della riscossione provvederà alla cancellazione del fermo amministrativo. Se si tratta di una somma molto alta è possibile anche rateizzare il debito. In questo caso si tratta di sospensione del fermo amministrativo, ossia, il debito non è estinto ma si può utilizzare l’auto. Mentre si provvede ai pagamenti si può anche vendere la vettura ma il debito resterà ancorato all’auto per passare al nuovo proprietario.

Fermo amministrativo auto: come toglierlo

Per ottenere la cancellazione del fermo amministrativo è necessario pagare il debito per intero, dopo questo si richiede la cancellazione al PRA tramite l’ACI o un’agenzia di pratiche auto. La revoca della restrizione avviene entro 15 giorni dalla richiesta, il tempo necessario affinché il PRA prenda visione degli atti e certifichi l’annullamento del fermo amministrativo. Ovviamente non è semplice come sembrerebbe perché ci sono delle variabili che riguardano casi diversi. È bene distinguere la prassi burocratica della cancellazione in due casi distinti:

Fermo antecedente al 31 dicembre 2019: in questo caso bisogna rivolgersi al PRA per la cancellazione, dopo il pagamento all’ente della riscossione.

Fermo posteriore al 1° gennaio 2020: da questa data in poi non bisogna più fare richieste per la cancellazione, poiché è Equitalia o altro ente della riscossione a richiedere la cancellazione del fermo amministrativo al PRA.

È inoltre possibile ottenere una cancellazione per impropria iscrizione in quei casi dove per errore è stato attribuito un debito non legittimo.

Ci sono delle circostanze che prevedono la tutela di talune categorie, pertanto si può ottenere l’annullamento del blocco amministrativo qualora il mezzo sia adibito al trasporto disabili o necessario allo svolgimento del lavoro, in caso di lavoratori autonomi.

Costi per cancellare il fermo amministrativo

Alla domanda “Quanto costa togliere un fermo amministrativo?” è bene rispondere con chiarezza, perché questo non va in prescrizione come accade per i debiti contratti originariamente con enti statali, questo è una conseguenza che ha vita propria. Deve essere chiaro che il riscossore si avvarrà di tutti i modi consentiti dalla legge per recuperare il debito notificato in cartella, in caso contrario verranno eseguiti altri pignoramenti. Una volta stabilito come restituire le somme dovute si passa al pagamento per la cancellazione del fermo dell’auto previsto in € 80.

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